Cosa sono gli attacchi di panico?

attacchip-omerChiunque abbia vissuto un attacco di panico difficilmente lo dimentica. E’ un episodio di paura e ansia molto intensa, ma che dura molto poco, di solito alcuni minuti. La persona prova intensa angoscia a causa delle sensazioni fisiche e dei sintomi psicologici che si scatenano.

I sintomi corporei possono essere diversi: senso di soffocamento, vampate di calore, tensione

muscolare, vertigini, sudorazione intensa, tremore, formicolii e tachicardia o palpitazioni. Questi sintomi sono così forti che molti pazienti li confondono con i sintomi di un infarto e arrivano al pronto soccorso convinti di essere in pericolo di vita. Una persona con attacco di panico a livello psicologico avverte una sensazione soggettiva di perdita di controllo e paura di morire, che può sconfinare, in alcuni casi, nella paura di impazzire. Spesso si ha la sensazione che l’attacco di panico venga dal nulla, non abbia cause e sia impossibile trovarne una spiegazione o trovare dei fattori ambientali o psicologici che lo giustifichino.

Nella mia esperienza l’attacco di panico è legato a profonde emozioni che il soggetto non è in grado di riconoscere da solo. Grazie ad un percorso psicologico le motivazioni che generano tali sintomi si scoprono e, mano a mano, che si riesce a dare voce alla sofferenza nascosta dietro l’attacco, la persona si libera sempre più. Il lavoro psicologico permette di esplorare la storia di vita e, spesso, affiorano eventi dolorosi come perdite o lutti, traumi infantili o situazioni famigliari difficoltose che stanno all’origine di tali disturbi.

panL’etimologia della parola panico si riferisci al dio greco Pan. Questo Dio era un dio pastore, dio della campagna e dei pascoli, infatti, il suo nome deriva dalla parola “poein” e significa pascolare. E’ associato anche alla figura del Fauno, con il quale condivideva il suo aspetto caratteristico: busto umano, corna, coda e zampe animali. Entrambi legati alla foresta, all’abisso e al profondo. Dal Dio Pan deriva il termine “timor panico”, poiché il dio si adirava con i viandanti e i pastori che lo disturbavano emettendo urla terrificanti, provocando così in loro una incontrollata paura: il panico, appunto. Un dio sicuramente molto vicino al nostro diavolo e, per questo, vicino a tutta la sfera degli istinti e delle emozioni più nascoste e profonde fra cui terrore e sessualità.

Ma che rapporto c’è fra gli attacchi di panico e questo Dio da cui prendono il nome? Il legame sta nel fatto che Pan non è solo un Dio della mitologia greca, ma rappresenta, anche, la nostra parte istintuale, legata alla sfera sessuale, a comportamenti istintivi ed emotivi, non controllabili e inaccettabili. Si può supporre che le persone che soffrono d’ansia abbiano un cattivo rapporto con il proprio Pan interno, che, attraverso gli attacchi di panico, dalle profondità nascoste della psiche urli per farsi sentire e per liberarsi. Un sintomo tipico di chi soffre di ansia e in particolare d’attacchi di panico è il senso di soffocamento (dispnea), oppressione, fatica a respirare e mancanza d’aria. L’aria è strettamente legata alla nostra capacità di respirare, di alternare l’inspirazione all’espirazione. Se ci pensiamo bene quando inspiriamo portiamo dentro di noi una parte del mondo esterno, condividiamo l’aria che tutti respirano, in qualche modo ci fondiamo con ciò che è “altro” da noi. Poi, espirando, operiamo il processo inverso, riconsegniamo ciò che abbiamo condiviso, ri-avvicinandoci alla nostra interiorità.

Nel caso degli attacchi di panico questa alternanza fra dentro e fuori, fra amore per gli altri e per se stessi, viene spesso alterata. Le persone che soffrono di questo disturbo hanno un problema con le relazioni che vivono come fonte di nutrimento. Quando sono sole, infatti, si sentono sul punto di morte, perse, senz’aria. Quando sono con gli altri però, allo stesso tempo, vivono la paura di non riuscire a farsi valere ed essere prese in considerazione e, quindi, hanno paura di perdere il loro spazio vitale. La paura è che le relazioni possano togliere loro aria e libertà, opprimendole. Qui si parla di persone che vivono un profondo conflitto interiore fra bisogno di libertà ed indipendenza e bisogno di sostegno e di relazione. Per questo spesso faticano a dire di “NO” agli altri per la paura che il loro rifiuto possa portare alla chiusura della relazione e per paura di perdere i loro punti di riferimento. L’unica reazione possibile è quella di andare in “crisi”, incorrere in una esplosione emotiva, di rabbia, di pianto, di gelosia, oppure di panico.

Un altro tema significativo per le persone che vivono ansia è quello del controllo, o meglio dell’illusione del controllo. Sono persone che necessitano di qualcosa che le rassicuri e la ricercano attraverso il controllo delle proprie emozioni, del proprio corpo, della propria vita, degli altri e delle relazioni. Mentre in realtà per uscire da questo disagio bisogna passare attraverso l’accettazione e la comprensione della parte più profonda di se stessi. Grazie ad una psicoterapia è possibile scoprire e liberare aspetti di personalità dimenticati e repressi, ma ricchi di energia e creatività. Il Dio Pan che tanto si teme e si cerca di combattere, relegandolo nell’inconscio, in realtà è una potenzialità di energie presenti in ognuno di noi che una volta integrato nella nostra personalità sprigiona gioia di vivere e nuove possibilità.

Dott.ssa Alessandra Santangelo (psicologa e psicoterapeuta)

Bibliografia

Andreaoli V., Cassano G. B., Rossi R., 2000, Mini DSM-IV-TR, Criteri Diagnostici, Masson, Milano.

Gabbard O.G., 2002, Psichiatria psicodinamica, Raffaello Cortina Editore, Milano.

Hillman J., 1977, Saggio su Pan, Adelphi, Milano.

Sims A., 1997, Introduzione alla psicopatologia descrittiva, Raffaello Cortina Editore, Milano.